Le Edizioni Langella di Pasquale Langella… Una storia d’Editoria resistente nel cuore di Napoli

Intervista di Girolamo De Simone

Langella Edizioni è alla vigilia di nuove importanti iniziative, collocandosi come punto di riferimento di quell’antica tradizione di librai-editori-operatori culturali operanti a Port’Alba a partire dal secolo scorso, dai quali Pasquale Langella eredita intuito ed… ostinazione. 

Di merito e resistenza infatti ormai si tratta, e ci è parso il caso di intervistare colui che principia questo movimento culturale, facendosene portavoce quotidianamente e infaticabilmente a partire dal banco della Libreria di Via Port’Alba 10, nel cuore di Napoli.

Girolamo De Simone: Mi sono sempre chiesto, vista l’originalità che la caratterizza, da dove provenga e quando nasca la Sua Libreria, e se le Edizioni Langella siano nate dopo la fondazione della libreria oppure contemporaneamente…

In particolare, a cosa si riferisce quando Lei parla delle Sue due vite?

Pasquale Langella: La Libreria Langella nasce come ditta individuale il 24 settembre 2014 invece la casa editrice il 4 gennaio 2020. Sono entrato nel mondo della “carta” facendo il garzone del bar, quando finivo la scuola mi trovavo sempre un lavoretto per non gravare sulla famiglia, prima quando si poteva fare, ho fatto il salumiere, il pizzaiolo il fabbricante di lampadari di metallo e il ragazzo del bar fino a ritrovarmi in un vecchio deposito di libri gestito da un libraio “vecchio stile”, Don Antonio Auriemma. Ho fatto la gavetta vera di soli 25 anni, ho iniziato portando i pacchetti di libri alle poste e piano piano mi sono conquistato il mio posto guardando e frequentando quel luogo magico chiamata libreria. Ho frequentato anche una piccola tipografia che era in via Mezzocannone, la Tipografia Pesole; erano i primi periodi dove ci si affacciava alla grafica e si impaginavano libri, lì ho imparato a usare i programmi di ultima uscita guardando chi sapeva farlo. Mi è servito tutto di questa mia “prima vita”, ho imparato a comprare e vendere, ho imparato a capire il mercato… mi è servito anche a far nascere la mia piccola casa editrice, avevo raccolto le frasi e le situazioni di una normale giornata in libreria, con personaggi e richieste assurde e avendo avuto già successo il mio primo libretto (Stupidario librario, Edizioni Intra Moenia). Avevo pensato di fare il secondo volume e mi sono detto: “me lo stampo e pubblico da solo”, e da li è nato Casomaicipenso e anche la Langella Edizioni. 

Pasquale Langella

GDS.: Partiamo dalla libreria, che non è certo una comune rivendita di testi. Scaffali tematici, opere rare, libri contemporanei che vengono dal passato prossimo e remoto: la Sua è una vera passione, che può essere colta sia dal comune avventore, sia da chi coltiva la medesima propensione. 

La prima cosa che si coglie in una vera libreria è il profumo delle pagine; poi viene la vista, le scelte tematiche nella disposizione dei testi. Infine viene il suono, laddove si prenda il volume che ci ha colpiti e lo si inizi a sfogliare. 

È un amore che oggi non è più di moda?

P.L.: Sì, cerco di avere in Libreria prima quello che piace a me, adoro gli editori del passato come Pierro, Longanesi, Treve, Scheiwiller, Tallone e cerco di tenerli sempre in primo piano. I tempi sono cambiati, purtroppo sì, ma devo dire che chi entra nella mia libreria, specialmente i turisti, ne restano affascinati anche perché non sono abituati ad avere nelle loro città librerie di modernariato simili, né una strada piena di librerie del genere. 

La Libreria Langella, a Napoli, Via Port’Alba n. 10

G.D.S.: Sfogliando il catalogo delle Edizioni Langella troviamo nomi prestigiosi, come quello di Pietro Gargano, giornalista e scrittore da poco scomparso, Guido Giannini (il suo Rom ha una prefazione di Moni Ovadia), Pietro Treccagnoli, Peppe Lanzetta… Le collane disegnano un amore per la nostra terra, per i suoi protagonisti e le sue caratteristiche salienti, dal Vesuvio alla musica, dal cibo alla lingua. Ci può raccontare la storia di uno di questi testi?

P.L.: Tutti i libri che stampo sono ricercati non in base all’autore famoso per fare numeri da grande casa editrice, ma dalla richiesta del mercato, essere prima libraio mi aiuta molto, cercare di stampare libri utili che non si trovano più, oppure di autori dimenticati o di argomenti di difficile reperibilità. Ognuno di loro può essere una conseguenza di altri volumi oppure li ho trovati per caso in acquisizioni antiquarie, ho stampato la Leffler, per esempio, che abbiamo ritrovato in questa vecchia edizione, ci siamo affidati sempre a traduttori bravi per cercare di creare un prodotto “libro” fatto bene e con passione. Abbiamo stampato i diari napoletani di Andersen mai tradotti in italiano, ogni libro ha la sua storia ma forse quella più di soddisfazione l’ho vissuta con la traduzione in napoletano di Louis Sepulveda della Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Mi era venuta questa “capata”, ma che sapevo difficile da realizzare, era appena morto anche l’Autore e insieme al mio braccio destro Sergio Travi abbiamo contattato questa grande agenzia spagnola che detiene i diritti del libro. Se chiedevi ad amici del settore tutti ci scoraggiavano ma noi ci siamo presentati a loro per quello che eravamo, una piccola casa editrice che cerca di fare libri di qualità, ed è stata proprio questa l’arma vincente, abbiamo avuto l’ok e contattato il nostro bravissimo traduttore Claudio Pennino e la bravissima Federica Ferri per le illustrazioni. Non so se per le spese ci ho guadagnato ma si campa anche di soddisfazioni e a parte il prodotto finale che ci è piaciuto assai, ed oggi è quasi esaurito e non verrà ristampato per farlo diventare raro. 

“Vola solo chi tiene il coraggio di farlo”

G.D.S.: Mi incuriosisce in particolare il Masaniello di Aurelio Musi… 

P.L.: Masaniello è sempre una conseguenza dell’essere libraio antiquario, sfogliando una raccolta di volumi ottocenteschi sul viaggio che stavo schedando esce questo Masaniello di Castorina.  In genere di Masaniello si trovano sempre gli stessi autori e quindi ho scritto al prof. Musi spiegandogli del ritrovamento e lui che lo conosceva benissimo, in quanto penso il più esperto del settore, si è offerto di scriverci la prefazione e credo che abbiamo aggiunto qualità allo scritto già interessante in sé. 

G.D.S.: Prossime uscite, annunciate per settembre 2026, sono un libro di Giancristiano Desiderio intitolato Benedetto Croce e i terremoti, e una riedizione de Lo Scarafaggio di Domenico Rea. Il secondo, in particolare, mette a confronto per la prima volta quattro versioni della stessa storia… Può dirci brevemente come è nata quest’idea, e in generale cosa La determina nel pubblicare un nuovo libro? Mettere al suo posto un tassello che mancava? riempire un vuoto?

P.L.: Sì, abbiamo preannunciato questi due volumetti della nostra piccola collana editoriale “O Scarrafone” oltre a preannunciare nella collana “Passi d’Autore” un altro volume del grande Carlo Bernari, Dall’Etna al Vesuvio. Per quanto riguarda Lo Scarafaggio di Domenico Rea è nato per caso, un giorno il mio amico e consigliere editoriale Pietro Treccagnoli, guardando sulle bancarelle trova un volume di Rea un po’ sciupato ma che come primo racconto indica Lo Scarafaggio. Nella collana “O Scarrafone”, Lo scarafaggio ci sta a pennello? L’idea mi piaceva ma per problemi legati alla mia “prima vita” avevo un po’ scartato la situazione. Ma poi i giorni passano e ti dici ma perché? Ho contattato il prof. Vincenzo Salerno che mi ha aperto un mondo su questo racconto, essendo custode del fondo Rea all’Università di Salerno mi ha raccontato dell’esistenza di varie versioni di questo scritto tra cui una inedita con il nome La Vergine e lo scarafaggio, abbiamo contattato Lucia Rea, erede e figlia dello scrittore e anche lei entusiasta del progetto ci ha dato l’ok. Uscirà i primi di settembre in occasione del compleanno dell’Autore nella nostra piccola collana, da qualcuno considerata “na cusarella” ma che ormai ospita grandi scrittori e amici. 

Cover dell’imminente libro di Domenico Rea per le Edizioni Langella

G.D.S.: La Sua attività si contraddistingue anche per gli eventi di presentazione svolti a Port’Alba, talvolta con l’aiuto di associazioni del territorio. Cosa ha in programma per i prossimi mesi?

P.L.: Lo scopo dell’Associazione che abbiamo creato era di creare l’attenzione giusta per riportare gente nella nostra strada, “unica” per il suo essere. Abbiamo portato autori come Peppe Barra, Gianni Solla, Pino Imperatore, Andrea Sannino, Valeria Saggese, Diego Lama, Antonio Franchini, Valeria Parrella, Claudio Mattone… e tanti altri: speriamo di poter andare avanti sempre con lo stesso spirito.

G.D.S.: E i sogni nel cassetto? Quali libri vorrebbe pubblicare in futuro e quali vedranno effettivamente la luce?

P.L.: Io penso che il cassetto sia sempre aperto, i libri da stampare mi vengono senza programmi precisi ed è questo anche il bello dell’essere indipendente. Ho ben chiaro più quello che non voglio stampare, e chi. 

Per tutto il resto se un progetto o se un argomento mi ispira non dico mai no, l’importante è non stampare qualcosa tanto per farlo e cercare di mantenere alta sempre la qualità del prodotto “libro”.

G.D.S.: La ringrazio molto per la Sua disponibilità, e in generale per la Sua intensa attività culturale. La nostra città ha avuto in passato altri operatori come Lei, oggi purtroppo scomparsi. Chi, come me, ha avuto la fortuna di incontrarli, riconosce in Lei una personalità simile, uno che getta semi e vede fiorire alberi, un dispensatore di intensità…

[Intervista di Girolamo De Simone]